CONCINO CONCINI (1575 C.A. – 1617)

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La famiglia Concini abitava a Terranuova già dalla fondazione del Castello, ma solo dalla metà del XV secolo che la casata iniziò a prendere un notevole peso all’interno della vita citadina. Bartolomeo Concini, intraprese la carriera politica e divenne consigliere di Cosimo de’ Medici e legato diplomatico della signoria di Firenze presso l’imperatore Carlo V, inoltre riuscì ad ottenre il titolo nobiliare di signore di Talla e della Penna. Se il figlio di Bartolomeo, Giovanbattista, fu nominato cavaliere di Santo Stefano nel 1562 e a sua volta fu uditore e primo segretario del granduca di Toscana, una carriera ancora più ambiziosa fu intrapresa dal nipote Concino. Come cadetto, il C. fu incerto sulla carriera da abbracciare: studiò all'università di Pisa inizialmente espresse la volontà di divenire cappuccino tanto da prestare brevemente servizio presso il cardinale di Lorena. Nel 1600, in occasione del matrimonio di Maria de' Medici con Enrico IV di Francia, suo zio Belisario Vinta, primo segretario del granduca Cosimo de’Medici che aveva sposato sua cugina Camilla, propose che Concino facesse parte della scorta della regina, con l'intenzione di collocarlo alla corte di Francia. Durante il viaggio verso Parigi Concino si innamorò della dama di compagnia, e sorella di latte, della Regina, Leonora Dori. Dopo un primo periodo di diffidenza il re acconsentì alla loro unione e, data una dote di settanta mila lire torinesi di dote alla Dori, partecipò alle nozze il 12 luglio 1601 a Saint Germain en Laye. Fino all’assassinio di Enrico IV, nel maggio 1610, i Concini vissero in modo relativamente quieto: nacquero loro due figli: Henry, battezzato l'8 luglio 1603, la cui madrina fu la regina; e Maria, battezzata nel marzo 1608, il cui padrino fu il re, ambedue a St. Germain. Mentre Leonora manteneva la sua influenza sulla sovrana, Concino ottenne il favore del re, a causa della sua abilità di cortigiano. I favori nei confronti della coppia, così come le loro richieste, crebbero in maniera molto netta quando la regina Maria de’ Medici assunse la reggenza del regno in nome del figlio Luigi XIII ancora minorenne. La regina continuò a favorire la coppia e Concino, reso ricco dalla sua generosità, ottenne il marchesato d’Ancre, la luogotenenza del governo di Peronne, le cariche di Consigliere di Stato e di primo gentiluomo di camera, la nomina governatore d’Amines e, infine, maresciallo di Francia, una delle massime cariche del regno. Nel frattempo o suoi nemici aumentavano di numero e si facevano più aggressivi, mentre si leggevano dappertutto libelli che lo diffamavano e si cominciò a complottare segretamente contro la sua persona. Fu così, nel clima generale di ribellione della nobiltà francese, che il 24 aprile 1617 Concino Concini morì cadendo da una finestra del Louvre. La moglie Leonora accusata di alto tradimento e stregoneria fu condannata a morte e uccisa nel lulgio del 1617. Dei due figli di Concino, Maria era morta nel gennaio di quello stesso anno, mentre Henry (o Arrigo) rimase in prigione cinque anni prima di essere liberato, fornito di una pensione di 2.000 scudi e autorizzato a ritirarsi a Firenze dove egli riprese il titolo di conte della Penna e morì di peste nel 1631 non lasciando eredi.